Tenerife Nord è un’isola nell’isola: verde, umida, antica. Inoltre, è un territorio che alterna silenzi profondi e paesaggi che cambiano lentamente. Durante questo viaggio abbiamo attraversato alcuni dei luoghi più intensi del Nord: le foreste di Anaga, la spiaggia selvaggia di Benijo, la capitale Santa Cruz, la città storica di La Laguna, i borghi di La Orotava e Icod de los Vinos, i sentieri costieri di Los Silos e la luce estrema del Faro di Teno. Avevamo già raccontato Puerto de la Cruz e il Teide; per questo motivo, qui ci concentriamo su tutto ciò che sta intorno, su quel Nord che custodisce l’anima più autentica dell’isola.
Parco Rurale di Anaga: la foresta primordiale
Anaga sembra appartenere a un altro tempo. La laurisilva accoglie chi entra con un’aria densa di umidità e di odore di terra bagnata. Le foglie trattengono la condensa e rilasciano gocce lente, che cadono sul sentiero con un ritmo regolare. La nebbia non avvolge tutto in modo teatrale: si muove a strati, si apre e si richiude tra i rami, lasciando filtrare fasci di luce che cambiano a ogni passo. Il terreno è morbido, quasi spugnoso, e attutisce il rumore delle scarpe; procedendo, il paesaggio non cambia bruscamente: si trasforma per gradi, alternando tratti più chiusi e ombrosi a piccole aperture dove il verde si fa più brillante e l’aria più leggera. È un ambiente vivo, che si percepisce in movimento anche quando tutto sembra immobile
Consigli pratici
- I sentieri più semplici partono dal Centro Visitatori Cruz del Carmen.
- Porta una giacca impermeabile: il microclima cambia rapidamente.
- I parcheggi sono limitati, quindi è meglio arrivare presto.
Le Luci degli Spiriti
Si racconta che nelle notti di nebbia, tra gli alberi della laurisilva, compaiano piccole luci che si muovono lentamente. Per gli antichi Guanci erano spiriti benevoli che guidavano i viaggiatori smarriti. Oggi sappiamo che è solo l’umidità che riflette la luce… ma ad Anaga, quando il silenzio è fitto, sembra davvero che qualcuno vegli sul cammino.
Playa de Benijo: la spiaggia selvaggia più iconica del Nord
Playa de Benijo è una scena teatrale. Infatti, le rocce nere emergono dall’oceano come guardiani, mentre le onde si infrangono con forza e il vento porta l’odore dell’Atlantico. Inoltre, è una delle spiagge più fotogeniche di Tenerife; tuttavia, non è adatta alla balneazione.
Per questo motivo, qui si viene soprattutto per contemplare, per lasciarsi attraversare dalla potenza del mare.
Consigli pratici
- La strada è stretta e panoramica: guida con calma.
- Il tramonto è il momento più magico.
- Non è una spiaggia balneabile: correnti forti.
I Guardiani del Mare
I faraglioni davanti a Playa de Benijo erano considerati antichi guardiani dell’oceano. Secondo la leggenda, custodiscono l’ingresso a un mondo sommerso abitato da divinità marine. Quando le onde si infrangono con forza, si dice che stiano parlando tra loro, proteggendo la costa da ciò che non deve emergere.
🌙 Consiglio dei Sognatori
Posto incantevole a Roque de las Bodegas. A Casa África servono pesce freschissimo, davvero appena pescato, cucinato in modo semplice ma pieno di sapore. Le porzioni sono generose, l’ambiente autentico e il personale accogliente. Un luogo perfetto per gustare il mare in tavola, con la luce dell’oceano che entra dalle finestre.
Santa Cruz: la capitale affacciata sull’oceano
Santa Cruz è moderna e luminosa, l’Auditorio di Calatrava sembra una vela sospesa sul mare, mentre il Mercado Nuestra Señora de África è un’esplosione di colori e profumi.
Successivamente, una visita al Palmetum permette di scoprire un giardino botanico unico, nato dalla trasformazione di un’antica discarica in un’oasi verde.
Da non perdere
- Auditorio de Tenerife
- Mercado Nuestra Señora de África
- Palmetum
- Le vie del centro per un caffè lento e un po’ di vita locale
Il Marinaio dell’Auditorio
Alcuni tecnici giurano di aver visto una figura scura muoversi tra le gradinate dell’Auditorio durante le prove notturne. La leggenda racconta che sia lo spirito di un vecchio marinaio, affascinato dalla forma dell’edificio che ricorda una vela gonfiata dal vento. Rimane lì, in silenzio, ad ascoltare la musica che non ha mai potuto sentire in vita.
Playa de Las Teresitas: la parentesi dorata della capitale
Playa de Las Teresitas è la luce morbida di Santa Cruz. La sabbia dorata, importata dal Sahara, crea un contrasto sorprendente con il blu dell’oceano e il verde delle montagne di Anaga che la abbracciano ai lati. Inoltre, il mare è calmo grazie alla barriera frangiflutti, rendendola una delle poche spiagge del Nord adatte al bagno. Passeggiare qui al mattino permette di entrare in sintonia con il ritmo dell’isola, mentre nel pomeriggio la spiaggia si anima di famiglie e profumi di cucina canaria provenienti dai chiringuitos.
Perché vale la pena fermarsi
- Completa la visita a Santa Cruz con un momento di mare.
- Offre un paesaggio diverso dalle spiagge vulcaniche del Nord.
- È perfetta per una pausa rilassante tra una tappa urbana e una naturalistica.
Consigli pratici
- Parcheggio ampio e gratuito.
- Ideale al mattino per luce e tranquillità.
- L’acqua è calma: ottima per nuotare.
Playa de Las Gaviotas
Dal mirador che domina Las Teresitas si scorge anche Playa de Las Gaviotas, una mezzaluna scura di sabbia vulcanica incastonata tra le scogliere. È una spiaggia più selvaggia e meno frequentata, amata da chi cerca tranquillità e non teme un accesso un po’ ripido. Il mare qui è più mosso e l’atmosfera decisamente più intima: un contrasto netto con la vivacità dorata di Las Teresitas, che rende ancora più evidente la varietà del litorale del Nord.
San Cristóbal de La Laguna: la città che cammina tra luce e storia
A pochi minuti da Santa Cruz, La Laguna offre un’atmosfera completamente diversa. Infatti, le sue strade rettilinee, progettate secondo un’antica mappa coloniale, raccontano un passato che ha ispirato persino la fondazione di città nel Nuovo Mondo.
Inoltre, la città è patrimonio UNESCO grazie alla sua architettura e al suo equilibrio tra spiritualità e vita quotidiana.
Passeggiare qui significa attraversare cortili nascosti, palazzi color pastello e chiese silenziose, mentre gli studenti animano le piazze con un’energia lieve.
La Laguna non è solo eleganza coloniale e vie rettilinee: è una città che custodisce dettagli storici sorprendenti. La sua pianta urbana, disegnata “a scacchiera”, fu la prima delle Canarie e divenne un modello per molte città coloniali dell’America Latina. Da oltre due secoli ospita una delle università più antiche della Spagna, un elemento che le dona un’atmosfera giovane e vivace, in contrasto con la quiete dei palazzi storici. Anche le facciate color pastello raccontano qualcosa: un tempo il colore e la decorazione indicavano il prestigio delle famiglie che vi abitavano, trasformando le strade in un mosaico sociale oltre che architettonico.
Cosa vedere a La Laguna
- Cattedrale de La Laguna
- Iglesia de la Concepción (salita alla torre consigliata)
- Casa Salazar, Casa Lercaro, Casa Montañés
- Mercado Municipal
- Le vie pedonali del centro, perfette per un caffè o una pausa lenta
Consigli pratici
- Parcheggia fuori dal centro: è quasi tutto pedonale.
- La sera la città si anima grazie agli studenti.
- Porta una felpa: La Laguna è più fresca rispetto al resto dell’isola.
La Dama di Seta Blu
Nelle sere di nebbia, tra le vie rettilinee di La Laguna, qualcuno dice di aver visto una donna vestita di seta blu attraversare lentamente la piazza. È la promessa sposa che non arrivò mai all’altare, ancora alla ricerca del suo amato. Non fa paura: passa lieve, come un ricordo che non vuole svanire.
La Orotava: eleganza coloniale e giardini sospesi
Proseguendo verso ovest, La Orotava accoglie con la sua eleganza. Infatti, case signorili con balconi in legno, cortili nascosti e giardini terrazzati rendono questo borgo uno dei più raffinati di Tenerife.
Inoltre, il centro storico è perfetto per fotografie e passeggiate lente.
Durante il Corpus Christi, le strade si riempiono di tappeti artistici fatti con sabbie colorate provenienti dal Teide.
Luoghi da vedere
- Casa de los Balcones
- Jardines Victoria
- Il centro storico, perfetto per fotografie e pause lente
Icod de los Vinos: il Drago millenario e il profumo del vino
A Icod de los Vinos tutto ruota attorno al suo simbolo più famoso, il Drago Millenario, un albero imponente la cui età reale rimane un mistero: le stime oscillano tra gli 800 e i 1.000 anni, ma nessuno può dirlo con certezza, perché questa specie non presenta anelli di crescita come gli alberi comuni. Il nome del paese, “de los Vinos”, racconta invece la sua storia agricola: qui si producono da secoli vini minerali e vulcanici, grazie ai terreni ricchi di cenere e lava che caratterizzano tutta la zona. Passeggiando tra le vie del centro, capita spesso di imbattersi in negozi che vendono il celebre licor de miel de drago, un liquore che inganna molti visitatori: non contiene miele, ma una miscela di rum, spezie e linfa rossa dell’albero, considerata da sempre un ingrediente prezioso.
Perché fermarsi qui
- Per ammirare il Drago Millenario da vicino.
- Per degustare i vini locali, soprattutto i bianchi minerali.
- Per passeggiare tra vicoli silenziosi e case tradizionali.
Il Sangue del Drago
La linfa rossa del Drago Millenario ha alimentato per secoli una leggenda: si dice che l’albero sia nato dal sangue di un drago caduto in battaglia contro un eroe Guance. Per questo la sua resina è rossa come una ferita antica. Chi si ferma sotto i suoi rami sente un silenzio diverso, come se l’albero custodisse ancora un segreto.
Los Realejos: natura, miradores e sentieri costieri
Los Realejos è un territorio che alterna scogliere, palme, antichi caseríos e punti panoramici che si aprono improvvisi sull’oceano. La Rambla de Castro è uno dei percorsi più belli del Nord: un sentiero che attraversa palmeti, antiche haciendas e tratti di costa selvaggia.
🌙Consiglio dei Sognatori
Immerso nella zona agricola di Los Realejos, il Route Active è un rifugio tranquillo a pochi chilometri da Puerto de la Cruz. Gli appartamenti sono ampi, luminosi e dotati di una terrazza che affaccia su un giardino lussureggiante, dove il verde sembra respirare. La struttura offre piscina, palestra e lezioni di yoga, mentre la colazione a buffet sorprende per varietà e cura. Pulizia impeccabile e un’atmosfera rilassata che invita a rallentare.
Trekking Los Silos – Faro Buenavista del Norte: il cammino del vento
Questo trekking è un viaggio nel viaggio. Infatti, il sentiero costeggia l’oceano tra scogliere scure, cactus e vento costante. Al mattino è fresco e blu; successivamente, al pomeriggio, diventa dorato.
Nonostante il terreno roccioso, il percorso è accessibile e regala viste indimenticabili.
Oltre alla bellezza del sentiero costiero, Los Silos custodisce anche alcune curiosità legate alla sua storia. Il percorso che oggi segue l’oceano era un tempo un’antica via agricola, utilizzata per collegare le zone di pesca ai campi e ai piccoli caseríos dell’entroterra. Anche il vicino paese di Buenavista del Norte porta con sé un dettaglio significativo: il nome non è casuale. I primi conquistatori lo scelsero proprio per la “bella vista” sul massiccio di Teno, un panorama che ancora oggi sorprende chi arriva da questa parte dell’isola.
Informazioni utili
- Durata: 2–3 ore
- Difficoltà: facile‑media
- Terreno: roccioso, esposto al sole
Los Silos e Buenavista: Il Sentiero del Vento
Il sentiero costiero tra Los Silos e Buenavista era considerato sacro. Il vento che soffia tra le scogliere veniva interpretato come la voce del mare, capace di avvertire i pescatori dei pericoli. Ancora oggi, camminando lì, sembra che il vento abbia qualcosa da dire a chi sa ascoltare.
Faro di Teno: la fine dell’isola
Infine, il Faro di Teno rappresenta uno dei luoghi più magnetici di Tenerife. La strada per arrivarci è già un’avventura: scogliere verticali, curve strette e mare che si infrange sotto.
Una volta arrivati, il faro appare come un punto rosso e bianco sospeso tra cielo e oceano. Inoltre, l’accesso è regolamentato, quindi è importante verificare gli orari.
Nota importante L’accesso è regolamentato: in alcune fasce orarie si può arrivare solo con bus navetta.
Faro di Teno: Il Guardiano Invisibile
I pescatori raccontano che nelle notti di tempesta una presenza benevola vegli sulle barche. Sarebbe lo spirito del primo guardiano del faro, morto mentre cercava di salvare un equipaggio. Da allora, dicono che la luce del Teno non illumini solo la costa, ma anche le anime in mare aperto.
Itinerario consigliato di 3–5 giorni nel Nord di Tenerife
Giorno 1 – Santa Cruz + Las Teresitas + La Laguna
Il viaggio inizia a Santa Cruz, tra architetture moderne, mercati colorati e la luce chiara della capitale. Dopo aver esplorato l’Auditorio di Calatrava, il Mercado Nuestra Señora de África e il Palmetum, la giornata si apre verso il mare.
Playa de Las Teresitas è la parentesi dorata del primo giorno: una lunga distesa di sabbia sahariana che si stende tra l’oceano calmo e le montagne di Anaga. La luce del mattino la rende ancora più morbida, mentre il mare tranquillo invita a una pausa lenta prima di proseguire.
Nel pomeriggio, la strada sale verso San Cristóbal de La Laguna, dove le vie pedonali, i palazzi color pastello e l’atmosfera universitaria creano un contrasto perfetto con la mattina trascorsa tra mare e città. È un passaggio naturale dal ritmo urbano alla quiete storica.
Giorno 2 – Anaga + Playa de Benijo
Prosegui verso la foresta ancestrale di Anaga, dove la laurisilva avvolge i sentieri in un’atmosfera sospesa.
Successivamente, raggiungi Benijo per contemplare la sua spiaggia selvaggia al tramonto.
Giorno 3 – La Orotava + Puerto de La Cruz
Dedica la mattina all’eleganza coloniale di La Orotava, tra balconi in legno e giardini terrazzati. Nel pomeriggio, scendi verso Puerto de la Cruz: passeggia sul lungomare, esplora il centro storico o rilassati al Lago Martiánez. Questo giorno crea un equilibrio tra storia, mare e vita cittadina.
Giorno 4 – Teide + Icod de los Vinos
Salendo verso il Teide, il paesaggio cambia radicalmente: dalle foreste verdi si passa a un mondo vulcanico, quasi lunare. Dopo aver esplorato il Parco Nazionale, scendi verso Icod de los Vinos per ammirare il Drago Millenario e degustare vini minerali. Questo contrasto tra altitudine e tradizione rende la giornata particolarmente intensa.
Giorno 5 – Trekking Los Silos – Buenavista + Faro di Teno
La mattina inizia con il trekking da Los Silos al faro Buenavista un cammino che segue l’oceano tra scogliere scure, cactus e vento costante. È un percorso che merita calma, perché la luce cambia continuamente e il paesaggio si apre in modo sorprendente.
Nel pomeriggio, dopo una pausa a Buenavista, la strada conduce al Faro di Teno, raggiungibile nelle fasce orarie consentite. Qui l’isola sembra finire e l’oceano cominciare davvero: il faro rosso e bianco, sospeso tra cielo e mare, chiude il viaggio con una luce intensa e silenziosa.
Viaggiare con i bambini nel Nord di Tenerife
Il Nord di Tenerife è un luogo gentile anche per i bambini: foreste che sembrano uscite da una fiaba, spiagge tranquille dove giocare con la sabbia, borghi lenti e sentieri che invitano alla scoperta. La laurisilva di Anaga diventa un piccolo mondo magico da esplorare con il Sentiero dei Sensi, mentre Playa de Las Teresitas offre un mare calmo e dorato perfetto per i più piccoli. Le piscine naturali di Garachico sono un’avventura sicura tra pesci e rocce vulcaniche, e il Drago Millenario di Icod sembra davvero un personaggio di una storia antica. Anche una semplice passeggiata sul lungomare di Puerto de la Cruz o un tratto facile del sentiero costiero tra Los Silos e Buenavista diventano momenti di meraviglia condivisa.
Menzione speciale: Masca e Garachico
Masca: il villaggio sospeso tra le montagne
Masca è uno dei luoghi più scenografici di Tenerife. Il villaggio si incastra tra gole profonde e montagne appuntite, creando un paesaggio quasi irreale. Anche se non siamo riusciti a visitarlo, merita una menzione perché rappresenta uno dei simboli più intensi dell’isola.
Garachico: la rinascita dopo il fuoco
Garachico racconta una storia di resilienza. Nel 1706 una colata lavica distrusse il porto e parte della città; tuttavia, da quella ferita nacquero le piscine naturali di El Caletón. Nonostante non siamo riusciti a vederlo, Garachico completa idealmente il mosaico del Nord.
Conclusione
Il nord di Tenerife è un territorio che si comprende camminando, seguendo i cambiamenti della luce sulle montagne e l’umidità che arriva dall’oceano. I colori intensi della vegetazione rimangono impressi, così come il vento costante che accompagna chi percorre la costa o i sentieri dell’interno. L’odore di terra bagnata è una presenza familiare, soprattutto nelle zone più alte, e torna alla memoria anche dopo il rientro. È una parte dell’isola fatta di dettagli concreti: strade che si aprono su panorami improvvisi, borghi che conservano un ritmo lento, scogliere che cambiano aspetto con il passare delle nuvole. Sono impressioni semplici, ma durature, che continuano a riaffiorare molto tempo dopo aver lasciato l’isola.

























































